Lezione di Storia del 15_04_2010 della prof.ssa Angela Cacciaguerra "La Rivoluzione Industriale nell'800"

[0:00] La Rivoluzione Industriale nell'Ottocento.
Allora, la prima fase dell' Industrializzazione aveva coinvolto, abbiamo visto, il settore tessile e si era realizzata in Inghilterra.
Poi c'era stata, vi ricordate, la diffusione delle macchine che aveva consentito un aumento della produzione a costi sempre più bassi.
All'inizio
dell' 800 l' economia europea era però ancora prevalentemente agricola, mentre alla fine dell' 800 si era realizzata una industrializzazione non omogenea: infatti abbiamo visto che si era realizzato un processo di industrializzazione, oltre che in Inghilterra, anche in Francia, in Belgio, in Germania, nell' Italia del nord, no, prima della Germania in Italia del nord, poi anche in Germania, negli Stati Uniti e in Giappone, vi ricordate?
Però anche in Europa, non era stata uguale da tutte le parti, quindi non era omogenea, tant'è vero che nell' Italia del sud e negli Stati sudorientali avevamo ancora addirittura, come in Russia, la servitù della gleba, quindi il processo non era uguale per tutti.
Questo
sviluppo era stato favorito grazie anche al ruolo strategico delle ferrovie che
si
erano sviluppate prevalentemente proprio ne gli anni centrali del secolo e aveva favorito l' ampliamento e l' unificazione dei mercati.
Nel
corso dell' 800 il processo di Industrializzazione, infatti abbiamo detto, si era diffuso anche in Francia, in Belgio, poi negli Stati Uniti e in Giappone, poi anche in Germania e
poi
pian piano nel resto dell' Europa.
Ma se nella prima fase erano stati gli imprenditori, i borghesi imprenditori capitalisti
ad
investire i propri soldi, propri capitali nell' Industrializzazione,
quando
questo processo avvenne più tardi, fu necessario l' intervento dello Stato perché ormai
troppi
erano i capitali che dovevano essere investiti, perché una sola persona lo potesse fare.
Nell
'800 una caratteristica molto importante è, abbiamo visto, che l' 800 si apre diciamo con una rivoluzione demografica, infatti abbiamo un grande aumento della popolazione.
Grazie
alla
diminuzione della mortalità, una diminuzione della mortalità dovuta a migliori condizioni igieniche e abitative, a una migliore alimentazione perché ci sono prodotti a basso costo più diffusi,
quindi
alla scoperta dell' epidemie e della carestia, grazie anche alle scoperte mediche che vengono fatte, infatti si scopre il vaccino del vaiolo, del colera, della sifilide.
E quindi,
oltre a questo, abbiamo anche una diminuzione della mortalità infantile.
Quindi tutti questi elementi favorirono l' aumento demografico.
La
seconda Rivoluzione, quindi quando dal vapore si passa all' elettricità, quindi quando abbiamo la diffusione delle ferrovie (quindi si anche un processo siderurgico), abbiamo detto, con la costruzione delle macchine e delle ferrovie,
abbiamo
sempre di più la diversificazione fra le due classi sociali nuove che si erano affermate: il proletariato da una parte e il capitalista dall'altra. Proprio perché queste ricchezze, questo benessere che l' Industrializzazione produceva non era spartita in egual misura fra le persone.
Infatti

abbiamo
la condizione del proletariato che è veramente drammatica, abbiamo visto: vive in una situazione di sfruttamento e di miseria paurosa.
Tanto
che pian piano ( abbiamo visto che ci mette più di cinquant'anni, quasi cento) prende coscienza di essere una classe sociale e si inizia a organizzare ma come società di mutuo soccorso: una società di aiuto reciproco, per darsi una mano nel caso in cui venivano licenziati o lasciati a casa per malattia e cose di questo genere,
se si
facevano male eccetera.
Le
prime organizzazioni operaie volevano migliorare le condizioni di vita del proletariato, non avevano scopi politici ma volevano solo ridurre le ore di lavoro, migliorare la propria vita, avere uno stipendio un pò più alto, tutelare i bambini e le donne che erano costretti a lavorare anche dalle, vi ricordate, 16 ore.
I
nfatti cominciano le lotte per la riduzione dell' orario di lavoro, per cui dalle 16 alle 18 ore, si passa alle 10 ore e poi si passa, alla fine del Novecento, alle 8 ore di lavoro.
Come
la lotta la classe operaia , il proletariato?
A ttraverso lo sciopero: solo che rischiavano il licenziamento, oltre al fatto che non venivano pagati.
La giornata che usavano, cioè il periodo in cui scioperavano non veniva retribuito.
La
forma invece che aveva l' imprenditore , il capitalista per reagire, per lottare era la serrata, vi ricordate?
Ossia la chiusura della fabbrica.
Siamo
nel 1800 e andiamo al Risorgimento, l' epoca delle lotte per l' Unità, l' Indipendenza e la Costituzione.
Sconfitto
Napoleone, quando Napoleone era stato mandato all' isola d' Elba, abbiamo la coalizione degli Stati che si riunisce nel Congresso di Vienna.
Poi abbiamo visto che Napoleone e i suoi 100 giorni ritorna a Parigi, il Congresso di Vienna si scioglie ma poi riprende, quindi il Congresso di Vienna va 1814 al 1815 e parteciparono molti stati europei a questo Congresso.
Qual'
era lo scopo?
Era restaurare: infatti il principio fondamentali è proprio questo, viene chiamata Restaurazione proprio perché
vuole restaurare la situazione precedente ri portare l'Europa alla situazione precedente a Napoleone, alla Rivoluzione Francese.
Si afferma infatti il principio di legittimità e di equilibrio.
Di legittimità voleva dire proprio questo: riportare sul trono chi c'era prima, i sovrani legittimi.
Equilibrio
voleva dire che ognuno doveva mantenere quei territori che aveva prima della Rivoluzione Francese e dell'avvento di Napoleone.
lLa restaurazione
va dal 1815 ( 14, 15) al 1848: l' epoca dello sconvolgimento totale.
In
Francia
non ritorna certo
al trono Luigi XVI che era stato decapitato,
e
viene però
ristrutturato

il
vecchio ordine sociale e i sovrani spodestati vengono ripristinati ( o gli arredi diretti).
Per mantenere
l' equilibrio e la pace si organizza la Santa Alleanza
che
vede coinvolti i vari sovrani europei, ma rimane esclusa l' Inghilterra.
Perché,
vi ricordate?
Si danno come motivazione quella religiosa: quindi vogliono mantenere l' equilibrio e la pace in Europa in
nome
della cristianità, in nome del cristianesimo e l' Inghilterra non aderisce alla Santa Alleanza perché era anglicana, non era cristiana.
La santa Alleanza era quindi un
patto militare basato sul principio di intervento in quelle nazioni dove si poteva realizzare una qualche rivolta, quindi gli Stati partecipanti alla Santa Alleanza ( che erano, abbiamo detto,
Francia, Russia, Prussia e Austria)
potevano
intervenire in quello stato se
si
realizzava una qualche forma di rivolta.
Q uindi l'obiettivo era difendere
con la
forza
ciò che
il Congresso di Vienna aveva stabilito, quindi il potere assoluto e l' assetto territoriale che il Congresso di Vienna aveva deciso.
Come
ci troviamo? l'Italia come si trova
dopo il
Congresso di Vienna?
Abbiamo
visto che, di fatto,
era
sotto il dominio o l'influenza dell' Austria.
A parte il Regno di Sardegna che era in mano ai Savoia e comprendeva il Piemonte e la Sardegna, avevamo il lombardo - veneto che era austriaco,
lo
stato della chiesa che era sotto il Papa, gli altri stati erano comunque tutti sotto la sfera austriaca, ad eccezione del Regno delle Due Sicilie che era sotto il Borbone.
Il
liberismo, che è la modalità,
vi
ricordate, il liberismo economico era quella teoria economica
che
aveva ideato Adam Smith e che era iniziata però nella seconda metà del Settecento.
Nell' Ottocento questa teoria economica diventa anche teoria politica, e quindi il Liberismo economico diventa Liberalismo.
Si diffonde questa concezione in tutta Europa,
proprio
durante l' Ottocento, grazie a quel movimento letterario che si chiama il Romanticismo.
A
livello politico sostiene
il
principio di Nazionalità, di Costituzione, di Uguaglianza e di Libertà e vuole l' Unita e l' Indipendenza dei popoli, soprattutto questo in Italia, dove c'era la dominazione austriaca.
Abbiamo
visto che
si
fermano, proprio
all'interno
di questa ideologia, di questi liberali, due
correnti:
i moderati laici e i democratici.
I
moderati laici che hanno come massimo esponente Camillo Benso Conte di Cavour, vogliono una monarchia costituzionale,
vogliono una lotta
contro l' Austria, che è la dominatrice in Italia, è la nazione straniera, ma sotto la guida dei Savoia.
Non quindi un' insurrezione popolare, non quindi una rivoluzione, vogliono una guerra contro la Austria guidata dai Savoia, quindi dallo stato di Sardegna.
Per
arrivare a che cosa?
Qual è l'obiettivo?
L' Unità e l' Indipendenza della nazione, dell' Italia.
I
liberali
sono

soprattutto
borghesi, intellettuali e studenti; mentre i moderati laici hanno come apice, come punto di riferimento Cavour,
i
democratici ( che è l'altro filone dei liberali), hanno come massimo esponente Mazzini e Garibaldi. Mastini voleva invece una Repubblica,
voleva
educare il popolo, voleva quindi una Rivoluzione, un' insurrezione popolare e attraverso il popolo, l' educazione del popolo e la partecipazione del popolo voleva arrivare sempre all' Unità e all' Indipendenza, ma con l' azione del popolo, per arrivare al suffragio universale e alla Repubblica.
Avete capito la differenza fra i due?
Quindi
i
liberali
moderati
vogliono una monarchia costituzionale sotto la guida nei Savoia, mentre i democratici vogliono l' intervento, l' azione rivoluzionaria, la lotta del popolo
e
la repubblica.
I
massimi esponenti sono Mazzini che è il fondatore del partito repubblicano e Garibaldi che sarà il grande protagonista dell' Unità d'Italia.
C'erano
poi un'altra corrente che erano
i
liberali moderati cattolici,
detti
anche ne o guelfi,
che
avevano come capo, come maggior rappresentante Vincenzo Gilberti, che sostenevano che l' Unità potesse comportare alla fine ( quindi tutti volevano l' Unità d'Italia e la cacciata dello straniero) per ò i neo guelfi dicevano che questa Unità può essere realizzata grazie al coordinamento del Papa che è accettato da tutti come figura di riferimento.
M a voleva una con federazione di stati, quindi un insieme di stati tutti autonomi guidati dal Papa in questa lotta contro l' Austria.
Il
Papa era Pio IX sembrava essere liberale, perché nel regno
della
chiesa aveva realizzato numerose riforme
e
quindi pensavano che potesse essere la guida
di
questa guerra contro l' Austria.
Abbiamo
visto che il Congresso di Vienna aveva realizzato una realtà che era ormai lontana dalle aspettative della popolazione ( abbiamo detto che era anacronistico, vi ricordate?).
Nacquero,
proprio per lottare contro queste decisioni del Congresso di Vienna, le società segrete.
Cosa erano le società segrete? Erano delle organizzazioni che avevano come scopo la lotta contro l' Austria per arrivare all' Unità, l' Indipendenza e la cacciata dello straniero e volevano tutti, ovviamente, una forma costituzionale.
Le
due forme, le due società segrete più importanti sono la massoneria e la carboneria.
I n Italia soprattutto la carboneria.
Si chiama così perché si organizzano segretamente, perché se venivano scoperte c'era la polizia austriaca che ha molto capace di infiltrarsi e se venivano scoperti venivano o fucilati o impiccati o imprigionati.
Q
uindi per forza maggiore erano segrete e non tutti conoscevano i nomi dei partecipanti: li sapevano solo i capi ( e anche gli aderenti conoscevano quelli solo della propria cellula ma non conoscevano tutti gli altri ).
I programmi e i progetti si sapevano solo all' ultimo minuto perché se la polizia austriaca gli avesse scoperti, sarebbero falliti. Quindi era tutto per forza maggiore secreto, proprio per salvaguardare la vita di questi giovani che in prevalenza erano appunto studenti, intellettuali, borghesi, erano giovani.
E
quindi queste società segrete nascono proprio per evitare di essere scoperte e usavano un linguaggio particolare, quello dei carbonati, in codice praticamente in modo che ognuno aveva un nome di battaglia ma nessuno sapeva il suo nome vero proprio per impedire che, se venivi catturato e torturato non potevi dire il nome de gli altri perché nnon lo sapevi, proprio per per la sicurezza.
Q uindi erano gerarchiche, quindi solo i capi sapevano le cose e tutti gli altri invece sapevano solo il minimo indispensabile.
L'altro
grande
personaggio
politico dell' 800, del primo 800 del nostro Risorgimento,
è
appunto Mazzini,
che
vuole l' Indipendenza, l' Unità d' Italia e la Repubblica.
Per
potere fare questo, ve l'ho detto prima, vuole coinvolgere il popolo perché attraverso il popolo, con l' educazione del popolo si può fare una rivolta, si può fare una rivoluzione perché è il popolo che deve governare.
F ondò la Giovane Italia ma anche la Giovane Europa perché non voleva solo l' Unità d'Italia ma voleva anche l' Unità d' Europa.
Ha
organizzato una serie di rivoluzioni, ma non la prima ondata rivoluzionaria perché la prima ondata rivoluzionaria è stata organizzata dai carbonari era la carboneria a organizzare la prima ondata rivoluzionaria, che si ebbe nel 1820 21 .
Partì da Cadice, in Spagna, quando un gruppo di ufficiali, che volevano ottenere la Costituzione,
si
ribellarono.
Il re fu costretto
a
cedere, a scappare.
Si formò un governo provvisorio
liberale.

Solo
che
tre
anni da dopo, nel 1823 furono repressi, gli spagnoli, i rivolto si, questo governo provvisorio fu represso dall' Austria, cioè ci fu l' intervento della Santa Alleanza.
Questi
moti si diffusero velocemente
anche
in altri Stati,
specialmente in Grecia che voleva l' indipendenza dalla Turchia.
Pensate
che in Grecia gli insorti furono aiutati e sostenuti dalla Francia, dall' Inghilterra e dalla Russia, da quegli Stati che in Europa non permettevano le rivolte, non volevano le rivolte, ma che in Grecia la sostennero perché divenisse indipendente dalla Turchia, che era la loro rivale. Infatti 1832 la Grecia ottenne l' Indipendenza dalla Turchia.
Q uesti moti del '20 e del '21, questa prima ondata rivoluzionaria si diffuse anche in Russia,
dove
governava lo zar.
Anche qui erano nate delle Società Segrete: la società del nord e la società del sud che volevano la modernizzazione del paese e
la liberalizzazione del paese, ma naturalmente il re si oppone e reprime questa insurrezione.
Anche
in Italia
si ha
un' ondata rivoluzionaria, e a
Milano
era stato
redatto
un giornale, "Il Conciliatore" che sosteneva gli ideali liberali, e il governo austriaco, dopo un solo anno, lo chiuse, decretò la chiusura del giornale.
I ntanto però queste idee circolavano anche in Italia, anche in Italia si era formata la Società Segrete della carboneria, e nel 1820, quando si diffuse la notizia dell' insurrezione spagnola, anche in Italia fu organizzato
il primo moto
insurrezionale.
In Italia
la prima insurrezione
parte
a Napoli,
siamo
quindi nel 1820, Napoli insorge, il primo moto italiano si ha proprio grazie a questi ufficiali che costrinsero il re Ferdinando I a concedere la Costituzione. Immediatamente la notizia si diffonde
e
anche Palermo insorge.
Scoppia
la rivolta, viene dichiarata l' indipendenza della Sicilia e
il re,
però, grazie all' intervento di nuovo della Santa Alleanza,
dell' Austria in
particolare,
reprime questi moti, li fa fucilare un bel po' e gli altri li imprigiona.
Sempre
nei 1820 insorge in marzo
il
Piemonte.
Qui
gli insorti chiedevano la monarchia costituzionale.
Il re Vittorio Emanuele I è costretto ad abdicare, prende
la corona
l' erede diretto, Carlo Felice.
Ma era assente, era a

Modena
e così in attesa che lui ritorni
a
Torino, Carlo Alberto, il cugino Carlo Alberto, prende la reggenza temporanea e concede la Costituzione.
Ma quando Carlo Felice rientra non firma la Costituzione che Carlo Alberto ha accertato, chiede l' intervento della Santa Alleanza e abbiamo la repressione di questo moto anche in Piemonte.
La
seconda ondata rivoluzionaria ce l'abbiamo nel 1830 31, sempre ad opera dei carbonari.
Parte, questa volta, dalla Francia
e
si concluse quando Luigi Filippo D' Orleans
viene
nominato
re.

I moti
dalla Francia si diffondono poi anche
nei
Paesi Bassi,
che
attengono indipendenza dall' Olanda, poi in Polonia che non ottiene l' indipendenza dalla Russia, e in Italia a Modena, in Emilia Romagna praticamente.
Quindi
le prime due ondate rivoluzionarie, quelle dei moti carbonari che sono del '20 e del '21 e del '30 e del '31 fallirono.
In realtà
fallirono l'obiettivo di creare l' Unità e l' Indipendenza e cacciare lo straniero, però ottennero la diffusione degli ideali. P erché fallirono?
La ragione per cui questi moti non ottennero risultati voluti era perché mancava il coinvolgimento del popolo, infatti erano promossi da una società talmente segreta che nessuno sapeva quando sarebbero scoppiati i moti, d'altra parte abbiamo detto che c'era bisogno di segretezza per non esser uccisi.
Ma
anche perché non ebbero l' appoggio di nessuna grande potenza (infatti vedremo che Cavour capirà proprio questo: il bisogno dell' appoggio di una potenza straniera per potere realizzare l' Unità, come era successo per la Grecia, che aveva ottenuto l' Indipendenza perché le potenze europee l'avevano appoggiata).
I nfatti quest' altro anno vedremo come anche l'Italia, grazie all' appoggio della Francia, riuscirà ad arrivare all' Unità.